Nella tua storia di vita ti sei creata un bagaglio in base alla tua infanzia, all’educazione ricevuta, alle esperienze, agli eventuali traumi, alle soddisfazioni ed a tutto ciò che per te è stato importante, ti ha segnata, ti ha fatto riflettere e ti ha fatto crescere e diventare l’adulto che sei oggi.
Questo bagaglio lo chiamiamo “lo zaino di vita” che ti porti sulle spalle e al bisogno tiri fuori i meccanismi, le abitudini, le parole, le azioni, i gesti e anche gli strumenti e le risorse per affrontare la quotidianità. Quando hai bisogno di qualcosa, come affrontare una crisi di tuo figlio o accogliere il suo pianto, cerchi le risorse, cioè come fare, in questo zaino.
Le radici del tuo passato con l’educazione che hai ricevuto puoi rielaborarle, scendendo dal pilota automatico che ogni giorno ti guida, anche con tuo figlio.
Siamo umani e le abitudini ci guidan\o per risparmiare tempo ed energia, altrimenti non riusciremmo a fare tutto senza automatismi. Ma con i figli la situazione cambia perché sei tu il genitore che puoi scegliere la direzione educativa da prendere con quali regole, quali orari, quali esperienze e quali valori vuoi trasmettere.
Questo zaino lo puoi considerare come ti piace: uno zaino, uno scudo, un annaffiatoio, raffigurandolo come immagine della tua genitorialità.
Un’immagine che usufruisco spesso per raccontare il ruolo del genitore è quella del giardiniere. Prendersi cura dei figli è come coltivare un giardino ed essere un genitore è come essere un giardiniere. Quando ci si prende cura di un giardino, si crea uno spazio protetto e ricco di nutrimento per far crescere le piante. Ci va impegno, fatica e pazienza per attendere i frutti. Spesso i progetti non vanno come si desidera, tanto che un fiore può nascere di un colore diverso, una pianta può prendere una malattia, un fiore si arrampica su altre piante e non sulla pergola come previsto, e tanti altri imprevisti che rendono il giardino ancora più libero, più selvaggio, non con il nostro totale controllo, ma sempre meraviglioso. Meraviglioso se si riesce a vedere la bellezza, nonostante gli imprevisti.
Ogni genitore si prende cura del giardino d’infanzia del proprio figlio. Immaginati il tuo zaino come il tuo equipaggiamento da genitore con le tue risorse, le tue qualità, le tue potenzialità, i tuoi strumenti, le tue idee, i tuoi punti di forza insieme ai tuoi sogni ed ai progetti da genitore.
💡💡💡 – allenamento genitoriale
Puoi scrivere gli elementi all’interno del tuo zaino, pensando alla tue qualità, alle tue risorse, a cosa ti piace fare con tuo figlio, a cosa ti piace di te come genitore, le tue scelte educative, le tue idee che ti guidano. E questo è un buon allenamento per vedersi con occhiali più piacevoli, senza focalizzarsi solo sugli aspetti che non ti piacciono. E qui ti lascio un allenamento genitoriale che ti può guidare:
Prendi carta e penna, metti i pensieri giudicanti e la lente critica verso di te da parte per focalizzarti su ciò che ti viene bene e ti fa stare bene. Trascriviti queste domande e rispondi, ascoltandoti e guardandoti.
Qual è la scelta più importante che hai fatto come genitore per tuo figlio?
Cosa ti piace di più del tuo ruolo genitoriale? (pensa anche a cosa ti piace fare con tuo figlio)
Rifletti e scriviti almeno 3 qualità di te come genitore.
Magari la risposta non è immediata, ti verrà con il tempo. Datti tempo di entrare in
questa prospettiva e allenati.

IL TUO GIARDINO DI VITA
Tu, come ogni persona, hai il tuo giardino di vita e te ne prendi cura. Prima di essere genitore (o insegnante, educatore, ecc.), sei una persona, anche se spesso il tuo ruolo educativo viene prima di tutto e di tutti, anche di te stessa. Ci sono periodi in
cui hai più tempo e periodi dove arrivi alla sera senza accorgertene e stanchissima.
È normale e, in base all’età di tuo figlio, ti chiedo di provarci con tutto il tuo cuore perché prima di prenderti cura degli altri, prenditi cura di te, di te stessa. Fallo per te stessa. Non puoi trasmettere ai bambini qualcosa che non hai dentro, e questo ce lo raccontava già Maria Montessori. È fondamentale volersi bene e non è troppo tardi per imparare a volersene.
E sappiamo molto bene che il benessere deriva anche dal tempo per te stessa, che non è il tuo lavoro. Si tratta di un tempo per fare ciò che ti piace, un tempo che ti ricarica. Non sei egoista quando ti prendi del tempo per te, è un investimento per te e per l’intera famiglia.
💡💡💡 – allenamento genitoriale
🌸 La prima cosa che puoi fare è prenderti un appuntamento con te stessa per fare ciò che ti piace: una doccia, una passeggiata, riposare, uno sport, una lettura, un film, una serata in compagnia, un massaggio o un’acconciatura, insomma un momento che ti nutre interiormente. E far sì che questi momenti non siano troppo distanti uno dall’altro.
🌸 La seconda cosa che puoi fare per ricercare il tempo per te è costruirti e fare affidamento sulla rete di sostegno, che cambia in base all’età di tuo figlio.
Puoi affidarti al partner facendo squadra, ai nonni o altri parenti, al nido o alla scuola, una tata se è possibile, tra amiche-mamme/amici-papà e ricambiarsi questo favore sostenendovi a vicenda. Ciò che stai chiedendo non è approvazione, ma stai cercando collaborazione per il benessere dell’intera famiglia, accettando l’aiuto.
🌸 La terza cosa (non per importanza) è chiederti come ti senti quando ti prendi del tempo per te.
Parto dalle emozioni e dalle sensazioni nel prenderti del tempo per te perché sono tanti i genitori che vivono con il senso di colpa che accompagna la loro genitorialità.
Se lo provi, accogli questa sensazione e spiegale e spiegati che QUESTO TEMPO SERVE PER STARE MEGLIO e trasmettere questa sensazione a tutta la famiglia.
Ricordati che beneficia tutta la famiglia perché ogni membro della famiglia ha diritto di stare bene e va a contribuire al benessere generale di tutti. Quante volte si dice che un genitore sereno abbia un’influenza più piacevole sui figli? Inizia a stare bene tu e trasmetti questo benessere emotivo anche a tuo figlio.
Per focalizzarti sulle tue emozioni puoi crearti un quaderno su cui scrivere come ti senti. So che il tempo è davvero poco e preziosissimo con i figli e questo tempo di scrittura ti può aiutare a prenderti un momento per te ogni giorno, o quando ne hai bisogno.
Non c’è bisogno di sentirsi capaci di scrivere bene perché è la tua modalità di scrivere come se fosse uno sfogo ed una centratura su te stessa e su come stai emotivamente. Sono sufficienti 5 o 10 minuti (ben venga se riesci a dedicartene di più!), dove giorno dopo giorno riesci a ritagliarti questo momento fino a che diventerà una tua abitudine.
💡💡💡 – allenamento genitoriale
Prendi carta e penna per rispondere a questa domanda:
come ti prendi cura del tuo giardino di vita?
Puoi rispondere apertamente con tutto ciò che fai e vuoi per prenderti cura del tuo giardino (inteso come il tuo mondo, il tuo spazio di vita). Prima di prenderti cura del giardino di tuo figlio, prenditi cura del tuo giardino con cui gli trasmetti valori, credenze, pensieri e ciò che vuoi.
Dunque come ti prendi cura del tuo giardino di vita?
Quanto sei soddisfatta?
Cosa vuoi migliorare?
Puoi anche pensare di darti un mese di tempo in cui segni, ogni giorno o quasi, il tempo per te e cosa hai fatto, per farla diventare abitudine giorno dopo giorno.
Stesso discorso vale anche per la coppia genitoriale, cioè per il vostro tempo insieme e per una ricarica di amore/sintonia coniugale e genitoriale.

Crescere i figli significa crescere con loro, significa mettersi in gioco, in dubbio e andare in crisi per tutto l’impegno che comporta. Diventare ed essere genitore porta con sé un’opportunità di crescere, di apprendere tantissime cose nuove, di interrogarsi, di capire cosa si vuole trasmettere, con una mente molto più aperta, pensando l’essere genitore come un meraviglioso viaggio alla scoperta di se stessi e degli altri.
Senti l’impegno e la responsabilità di fornire una serie di insegnamenti ai figli, ma in realtà spesso sono loro a offrirceli aprendoci gli occhi, insegnandoci molte cose della vita. La tua vita, passato, presente e futuro, con i figli assume un’altra prospettiva ed un altro significato.
Spesso ti chiedi come fanno a farti emergere il lato peggiore o alcuni ricordi dell’infanzia, e magari nei momenti più impegnativi, come una crisi emotiva, comportandoti come non vorresti. E ci si inizia a chiedere come mai ti comporti in tal modo, nonostante non vuoi riproporre quel comportamento.
Uno dei più grandi regali che puoi fare a tuo figlio è essere presente fisicamente ed emotivamente. Ciò significa che essere genitore mette in atto un grande processo di conoscenza di te stesso e, dunque, essere radicato nel momento presente. È un processo di crescita continua, insieme a tuo figlio, e quest’opportunità ce l’hai adesso nella vita.
Quando ti senti sopraffatto o incerto, prenditi un momento per fermarti e fare un respiro profondo, anche più volte. Domandati: “Cosa sto provando in questo momento?” e “Cosa desidero davvero per me e per mio figlio in questa situazione?”
Praticare questa pausa ti aiuterà a fare un passo indietro ed a vedere le cose con maggiore chiarezza.
Arrivata qui pensa alla tua bussola che hai nel tuo zaino di vita, quella bussola che ti orienta quando ti senti disorientato come genitore, che ti dà la direzione per andare avanti.
Quali valori che porti avanti? Il rispetto, la gentilezza, l’autenticità, l’onestà, l’autonomia, la calma, l’altruismo, l’amore, la curiosità, la collaborazione, il divertimento, il coraggio. Scrivi i tuoi valori, insieme ai tuoi punti di forza, e poi anche metterli in casa in bella vista per darci un’occhiata ogni tanto.
Ti dirò di più: questo esercizio si può fare in coppia. Lo fate in modalità individuale costruendo ognuno la sua bussola e poi costruite la vostra unendo i valori di ciascuno e trovandone un equilibrio adatto ad entrambi. Il disegno della bussola è uno spunto, trasformatevelo in vostro come più vi piace.
Siamo giunti alla conclusione di questa prima lettera densa di contenuti, riflessioni, domande e spunti che decidi tu quali possano essere più adatti alla tua realtà.
Questa lettera puoi condividerla e farla leggere al tuo/a partner e poi rifletterci insieme.
Lo so che ti ho chiesto di pensare, riflettere, immaginare, scrivere o disegnare. Fai ciò che ti senti, ma ti chiedo di provarci. Puoi anche stampare, salvare o ricopiare ciò che per te è stato importante in questa lettera e rifletterci su.
Potrebbero sembrarti domande non importanti, ma prima di capire come reagire davanti alle emozioni di tuo figlio, è fondamentale conoscersi e valorizzare i tuoi punti di forza. Altrimenti il controllo della tua reazione diventa ancora più complesso. Sei tu l’adulto nella relazione con tuo figlio e il lavoro parte da te, come avrai sicuramente già colto da genitore consapevole. Ecco perché parto da te e dal tuo essere genitore per arrivare ai bambini, prendendoci cura del benessere di tutti.
Ora è davvero tutto.
Sentiti libera di rispondermi, io sono a disposizione per un confronto, per leggerti e per rispondere alle tue domande.
Il mio augurio per te è quello di volerti bene, come persona e come genitore, perché ogni giorno fai il tuo meglio per crescere una meravigliosa creatura.
Un sorriso
Arianna
Mi chiamo Arianna Gerbore, sono una pedagogista ed accompagno i genitori ad affrontare la quotidianità con la bussola della consapevolezza.
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